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Prospettive di lavoro con la laurea in scienze dell’educazione

La complessità della vita sociale fa emergere sempre più l’esigenza di strutture formative, educative e socio-sanitarie a supporto della persona, della famiglia e delle comunità, ampliando gli sbocchi lavorativi nell’ambito della “cura”. Le figure professionali di questo ambito hanno l’obiettivo di aiutare singoli individui, gruppi e comunità a costruire le condizioni per esprimere al meglio la propria personalità, le proprie potenzialità e per favorire inclusione e partecipazione all’interno del contesto sociale in cui vivono.

Quali sono le carriere più frequenti

La proposta di corsi di laurea in ambito pedagogico e socio-pedagogico è ampia e dalle molteplici sfaccettature. Questi permettono di muovere i primi passi verso un percorso di formazione continua che porta a diversi sbocchi lavorativi. Dall’insegnamento nelle scuole pubbliche e private, al lavoro nei servizi che operano in campo scolastico, educativo (formale e non formale), ambientale, culturale, giudiziario, sportivo e motorio, dell’integrazione e cooperazione internazionale.  

I principali sbocchi lavorativi dopo la laurea in Scienze dell’Educazione interessano le figure professionali del pedagogista, dell’ educatore professionale e dell’ educatore per i servizi per l’infanzia.

Il pedagogista è una figura di alto profilo professionale, specialista dei processi educativi e formativi, sempre più richiesta perché in grado di rispondere alle problematiche emergenti in ambito educativo, sociale e socio-sanitario. Interviene quindi in contesti sociali complessi che interessano tutte le età e in cui sono in gioco crescita, formazione, benessere e miglioramento delle relazioni interpersonali.

Che cosa può fare il pedagogista?

Il pedagogista svolge la libera professione, collocata al VII livello del Quadro Europeo delle Qualifiche (QEQ), presso studi privati.

Opera come consulente o come dipendente di diversi soggetti pubblici e privati: si va dalle scuole alle Università, dalle istituzioni come gli Enti locali, ai Servizi del Ministero della Giustizia e delle Aziende Sanitarie Locali, per giungere alle aziende private, al terzo settore e alle varie agenzie impegnate nel sociale.

Possiede inoltre le competenze necessarie per proporre e attivare  progetti finalizzati alla crescita e allo sviluppo culturale della comunità civile, per attivare servizi educativi in contesti domiciliari, scolastici ed extrascolastici. Offre consulenza a enti pubblici e privati per l’organizzazione di attività formative, per le iniziative di educazione ambientale.

Può essere impiegato nella consulenza alle aziende per la selezione del personale.

Come si diventa pedagogista?

Il pedagogista è un professionista che ha compiuto 5 anni di studio universitario: a partire dalla classe di Laurea Triennale L-19 (Scienze dell’educazione e della formazione) seguita poi da un corso di Laurea Magistrale LM-50 (Programmazione e gestione dei servizi educativi) oppure LM-57 (Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua), oppure LM-85 (Scienze pedagogiche), oppure LM-93 (Teorie e metodologie dell’e-learning e della media education).

 

Concorsi per pedagogista

Per quanto riguarda gli sbocchi lavorativi nell’ambito scolastico, il pedagogista ha accesso a numerose classi di concorso, tra cui A18, per insegnare Filosofia e scienze umane nei Licei e negli Istituti professionali, A-19 per insegnare Filosofia e storia,  A-22, per insegnare Italiano, storia, geografia, nella scuola secondaria di I grado, verificando i crediti necessari per ciascuna classe.

Presso le amministrazioni comunali sono frequenti i bandi di concorso sia a tempo determinato che indeterminato per pedagogista, coordinatore pedagogico per i servizi educativi, funzionario educativo pedagogista, etc.  

 

Quanto guadagna un pedagogista?

Per il compenso indicativo delle prestazioni orarie si può fare riferimento al Tariffario Professionale dei Pedagogisti; lo stipendio legato al lavoro dipendente può oscillare tra 1500 e 2000 euro mensili, anche sulla base del livello di esperienza raggiunto.

Vediamo ora la grande quantità di sbocchi lavorativi per cui sono richieste le competenze dell’’Educatore professionale socio-pedagogico. L’ambito della sua attività si potrebbe descrivere come il campo dei servizi educativi per lo sviluppo della persona e della comunità.

 

Che cosa può fare l’educatore professionale?

Opera nei servizi educativi ed extrascolastici per l’inclusione, il recupero e l’integrazione,  nei servizi, ludici, artistico-espressivi, sportivi, dell’animazione e del tempo libero dalla prima infanzia all’età adulta, nei centri rieducativi e riabilitativi per anziani e persone svantaggiate, nei centri di sostegno alla genitorialità e nei centri per l’inclusione e il reinserimento di soggetti detenuti, nei servizi per l’integrazione degli immigrati e dei rifugiati e per la formazione interculturale. Non manca l’ambito di intervento nei contesti di valorizzazione del patrimonio naturale e artistico, nella promozione culturale e nella comunicazione digitale. 

Può svolgere la libera professione, collocata al VI livello del Quadro Europeo delle Qualifiche (QEQ). 

Come si diventa Educatore professionale socio-pedagogico? 

Dopo il diploma di scuola secondaria di II grado, occorre conseguire una laurea triennale in educazione professionale, nella classe di Laurea L-19 (Scienze dell’educazione e della formazione).

 

Concorsi per Educatore professionale

Presso le amministrazioni comunali sono frequenti i bandi di concorso per educatore professionale. Bandi di concorso a tempo determinato e indeterminato  sono frequenti sul territorio nazionale anche da parte delle Cooperative sociali, di Aziende USL, di Consorzi intercomunali, dei Servizi Educativi e Sociali sia pubblici che privati. 

 

Quanto guadagna un Educatore professionale socio-pedagogico?

Il compenso varia anche sulla base dell’esperienza professionale e della tipologia di contratto; indicativamente può oscillare tra i 1100 e 1600 euro circa mensili, considerando, ad esempio, gli attuali contratti delle cooperative sociali. Con la libera professione o con contratti part-time e di collaborazione occasionale si possono guadagnare indicativamente tra i 12 e i 30 euro all’ora, intervenendo con singoli o piccoli gruppi.

Il ruolo di educatore offre molteplici sbocchi lavorativi, per chi ha frequentato il corso di laurea triennale. Ad oggi grazie allo sviluppo dei servizi socio educativi come gli asili-nido, è tra le professioni più richieste. Si tratta di una professione coinvolgente, che riveste un importante ruolo nella crescita e nella formazione di ognuno di noi. 

Che cosa può fare l’educatore professionale?

L’educatore ha specifiche capacità organizzative e gestionali, arricchite da capacità comunicative, empatia e tanta creatività. Mette in gioco la propria sensibilità nella cura e nell’aiuto dei singoli e delle comunità più fragili. Oltre che nei centri per l’infanzia pubblici e privati, lavora nell’ambito dei servizi territoriali in ludoteche e punti gioco, nei servizi specializzati per l’infanzia come i micronidi, nei centri dove si svolgono attività per bambini pre e post scuola e che offrono un servizio di baby parking.

L’educatore specializzato nei servizi per l’infanzia rappresenta una figura di sostegno anche per i genitori che vivono situazioni di disagio e di esclusione sociale, proponendo attività educative finalizzate all’inclusione e al rispetto della diversità.

Come si diventa educatore nei servizi per l’infanzia e la famiglia?

Dopo il diploma di scuola secondaria di II grado, è necessario conseguire la laurea triennale nella classe di Laurea L-19. 

Concorsi per Educatore nei servizi  per l’infanzia

Presso le amministrazioni comunali sono frequenti i bandi di concorso per educatore dei servizi dell’infanzia. Bandi di concorso a tempo determinato e indeterminato sono  frequenti sul territorio nazionale anche da parte delle strutture della Sanità e dei Servizi Educativi e Sociali sia pubblici che privati

 

Quanto guadagna un educatore nei servizi per l’infanzia e la famiglia?

In contesti pubblici, lo stipendio mensile varia a seconda del tipo di contratto  e del contesto socio-economico in cui l’educatore si trova ad operare, indicativamente tra 1200 e 1600 euro. Ad esempio, il compenso con un contratto presso un asilo-nido in  categoria C si aggira intorno a 1260 euro.

La figura di “Educatore” è collocata al VI livello del Quadro Europeo delle Qualifiche (QEQ). 

Chi decidesse di optare per la libera professione o per contratti part-time e di collaborazione occasionale potrà guadagnare indicativamente tra i 12 e i 30 euro all’ora, intervenendo con singoli o piccoli gruppi.

Attività post laurea più apprezzate

Dopo la laurea, per avere maggiori competenze e trovare un lavoro tra i numerosi sbocchi elencati, è opportuno intraprendere un percorso di specializzazione, partecipando a corsi di perfezionamento ed a master di I e II livello.

Può accedere, ad esempio, ai corsi per Pedagogista clinico, al Corso di perfezionamento per Coordinatore psicopedagogico, oppure ai Master di I e II livello per Pedagogista familiare o Pedagogista giuridico

Con la classe di laurea L-19 si può accedere alla Laurea Magistrale in “Innovazione educativa e apprendimento permanente nella formazione degli adulti in contesti nazionali e internazionali (LM-57)”, che fa parte dell’offerta formativa IUL. 

Il Percorso formativo IUL – 24 CFU è invece finalizzato all’acquisizione dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

I 24 CFU costituiscono infatti il requisito di accesso e partecipazione al concorso nazionale per titoli ed esami e successivamente al percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (percorso FIT) nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

L’Università Telematica degli Studi IUL e il Centro Studi Erickson promuovono inoltre il Master di I livello/Corso di Alta formazione Expert Teacher – V edizione”, rivolto a docenti che intendano acquisire professionalità nei vari ambiti dell’organizzazione scolastica. Il percorso prevede quattro specializzazioni in uscita:

  • Esperto in didattica innovativa e inclusiva
  • Esperto in sviluppo professionale continuo
  • Esperto in organizzazione scolastica
  • Esperto in orientamento formativo e rapporti scuola territorio