Avvocato penalista di lungo corso con precipua specializzazione nei reati contro la Pubblica Amministrazione e l'amministrazione della Giustizia, contro il patrimonio, contro la persona, contro l'ordine pubblico, edilizi ed urbanistici nelle loro manifestazioni individuali, concorsuali e/o associative, tutela dei dati personali e, più recentemente, in materia di diritto agroalimentare.
Iscritto all'albo ordinario dell'Ordine degli Avvocati di Napoli ed all'albo speciale dei patrocinanti dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione e alle altre Giurisdizioni Superiori. Esperto processualista, la propria evoluzione professionale è stata peculiarizzata da una sempre crescente, trasversale ed omogenea profilazione formativa sia in ambito giudiziario che accademico quale professore a contratto e tutor didattico disciplinare in materie giuridiche penalistiche/pubblicistiche e deontologiche in corsi di laurea e S.S.P.L. di Atenei di mezza Italia come documentati dal C.V., nonchè come cultore della materia in discipline processual-penalistiche e penitenziarie presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" - Dipartimento di Giurisprudenza.
Il più che ventennale percorso professionale si è poi arricchito di attività di consulenza e rappresentanza processuale per Enti pubblici territoriali come analiticamente indicati nel medesimo C.V.; nonchè, più volte, come componente (anche come vice-Presidente e Presidente) delle commissioni ministeriali nominate per l'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense per il distretto di Corte d'Appello di Napoli. Infine, lo scrivente annovera anche l’esperienza di componente degli Organi di Giustizia sportiva nei ruoli della F.I.G.C. quale Sostituto del Giudice Sportivo Nazionale per la Divisione Calcio Femminile (Serie A e B). Degna di segnalazione anche la nomina in concorsi pubblici in qualità di esperto componente esterno della commissione giudicatrice e la inclusione nell’albo dei docenti autorizzati dal C.O.A. di Napoli ai sensi della Legge n. 247/12 e del Decreto del Ministero della Giustizia n. 17/18 per la Scuola Forense Obbligatoria.
Dal punto di vista formativo/esperienziale si ritiene significativo attenzionare la circostanza per la quale il sottoscritto è stato "promotore", ex art. 23 legge n. 87/53, di due questioni di legittimità costituzionale in ordine all'art. 34 c.p.p. nella misura in cui tale articolo del codice di rito non prevedesse quale causa di incompatibilità del GUP il quale, all'esito dell'udienza preliminare, ritenendo che il fatto fosse diverso da come contestato dal procedente Pubblico Ministero avesse invitato quest'ultimo a modificare la imputazione e questi vi avesse aderito. La questione di legittimità innanzi indicata è stata portata all'attenzione della Corte Costituzionale per ben due volte dal medesimo GUP presso il Tribunale di Napoli nel corso della stessa fase del procedimento su sollecitazione del sottoscritto, sulla base di parametri costituzionali differenti, ed è stata poi definitivamente risolta rispettivamente con le sentenze n. 18/17 e 66/19 emesse dalla Consulta. Lo svolgimento dei predetti giudizi di legittimità costituzionale ha poi concorso ad indurre il Legislatore ad introdurre - mediante la c.d. riforma Cartabia (D. Lgs. n. 150/22) - la nuova norma processuale di cui all'art. 423 comma 1^ bis c.p.p., recependo e cristallizzando così dal punto di vista normativo (assente all'atto del promovimento ed in pendenza dei giudizi innanzi rassegnati) l'indirizzo giuridico-ermeneutico fornito dalle Sezioni Unite Penali della Suprema Corte di Cassazione mediante la nota sentenza n. 5307/08 (c.d. sentenza Battistella) che aveva dato corso ai sollevati dubbi di legittimità espressamente eccepiti dallo scrivente nel caso concreto dinanzi al “Giudice delle Leggi” ed oggetto del procedimento penale di merito.