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Focus

22/02/2021

E-Vota: la ricerca IUL sui sistemi di votazione con riconoscimento biometrico

I dispositivi di riconoscimento biometrico sono sempre più diffusi, dall’accesso allo smartphone fino ai controlli di sicurezza alle frontiere. Sebbene l’impatto di questi sistemi nella sfera sociale, psicologica ed educativa sia di grande rilevanza, poco ancora sappiamo delle implicazioni sulle pratiche sociali, sull’esperienza individuale, sulle strategie formative più adeguate alla loro gestione. 

E-VOTA: il voto elettronico con riconoscimento utente è uno studio condotto dai ricercatori IUL ‒ Gianmarco Bei, Paola Nencioni, Ariele Niccoli e Antonella Turchi ‒ riguardo alla possibilità di applicare il riconoscimento biometrico ai sistemi di votazione.

Attraverso un’analisi dei dispositivi in uso, la ricerca mette in luce innanzitutto l’urgenza di normare il loro utilizzo per evitarne un impiego improprio o fraudolento. A questo riguardo, in ambito nazionale, il Garante per la Privacy ha stabilito che le operazioni svolte con strumenti elettronici sono considerate a tutti gli effetti trattamento di dati personali, mentre il Consiglio d’Europa, con la Raccomandazione del 2019, mette in guardia dalle sfide e dai rischi connessi all’e-voting.

Obiettivo specifico della ricerca è poi quello di descrivere e comprendere la percezione dei giovani – la fascia di popolazione più proiettata sul futuro – rispetto alle applicazioni di sistemi di riconoscimento biometrico, indagando le influenze sociologiche, psicologiche, educative e culturali che ne ostacolano o ne incoraggiano l’uso. L’indagine campionaria su potenziali utenti ha permesso di approfondire l’impatto di queste tecnologie sui singoli soggetti, attraverso informazioni sul contesto, la prospettiva e l’esperienza degli intervistati.

Nel complesso, la maggior parte di loro riporta di essere stato a proprio agio durante l’utilizzo di sistemi biometrici e valuta positivamente l’esperienza per la velocizzazione delle procedure, la comodità e la sicurezza. Se per alcuni questi elementi risultano perfino prioritari rispetto alla privacy, emerge tuttavia un campione che esplicita disagio per il timore di un eccessivo controllo sociale.

Rispetto alla possibilità del riconoscimento biometrico per certificare la partecipazione al voto è stata rilevata una moderata disponibilità, mentre si riscontra un maggiore scetticismo rispetto all’espressione del voto, e alla sua segretezza (timore probabilmente dovuto a una scarsa informazione sulle tecnologie blockchain).

In generale, nonostante una conoscenza perlopiù superficiale e un’esperienza spesso limitata all’utilizzo dell’impronta digitale, quasi tutti gli intervistati ritengono che l’uso di questi dispositivi sia inevitabilmente destinato a diffondersi. L’atteggiamento verso il processo di innovazione tecnologica risulta tuttavia contraddistinto da una passività e da una fiducia prevalentemente acritica: la necessità di affidarsi è determinata più dall’impossibilità di intervenire nel processo che da una scelta esplicita. Nelle interviste mancano infatti riferimenti a processi deliberativi e partecipativi che orientino le modalità di inserimento dei dispositivi di riconoscimento biometrico nelle procedure di uso comune: a eccezione di un intervistato, nessuno esprime l’esigenza di informarsi attivamente a riguardo. 

28/01/2021

L’impatto del Covid nell’ambito educativo: presentati i risultati preliminari della ricerca IUL rispetto al ruolo genitoriale

A un anno dall’emergenza Covid-19, European Schoolnet promuove l’incontro dal tema “The impact of the Covid-19 crisis on schools across Europe”. L’iniziativa, sviluppata sulla base di ricerche nazionali e internazionali, mira a indagare l’impatto della pandemia sugli studenti, aprendo spazi di informazione e scambio attraverso una serie di webinar rivolti a stakeholder strategici di oltre trenta ministeri dell’Educazione europei. 

IUL, in qualità di Istituto rappresentante per l’Italia e in collaborazione con INDIRE, ha preso parte all’iniziativa presentando la ricerca International Covid 19 Impact on Parental Engagement Study (ICIPES) 2020, che ha coinvolto 23 paesi europei ed extraeuropei.

Sono oltre 12 milioni i genitori che, nei mesi di lockdown, hanno dovuto seguire i percorsi di apprendimento dei propri figli a casa e il focus della ricerca è quello di indagare le modalità con cui queste famiglie hanno fronteggiato le problematiche dovute alla pandemia in corso. 

I primi dati sullo scenario italiano arrivano dal team di ricerca IUL, composto da Sara Mori, Silvia Panzavolta e Alessia Rosa. La fase preliminare della ricerca, presentata lo scorso dicembre, restituisce un quadro sulla qualità di questo impegno da parte dei genitori, sulle caratteristiche degli ambienti domestici di apprendimento, sull’uso delle risorse tecnologiche e sul tipo di sostegno ricevuto dalle scuole.

In particolare è stata rilevata una prevalenza dell’ingaggio femminile nell’assistenza scolare ai figli, con una media di oltre 20 ore settimanali, contraddistinto da uno stile di scaffolding avanzato, ovvero creativo e consapevole. I dati raccolti confermano i genitori come figure chiave nei processi di apprendimento dei figli durante il lockdown, con un atteggiamento costante di supporto che ha richiesto un notevole investimento di tempo ed energie. 

Questa analisi descrittiva iniziale sarà ulteriormente approfondita al fine di trarre dati utili per ricercatori ed esponenti politici sull’importanza di lavorare a stretto contatto con le famiglie e supportarle per sostenere al meglio l’educazione dei ragazzi in un momento così complesso.

2/11/2020

Progetto DopOff – Sport e disabilità fisica: progetto di ricerca e formazione sul fenomeno doping

Con nota del 24 giugno 2019 (Prot. n. 0018995 – P – 24/06/2019) il Ministero della Salute Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria ha comunicato che il “Progetto DopOff – Sport e disabilità fisica: progetto di ricerca e formazione sul fenomeno doping” presentato dall’Università Telematica degli Studi IUL è risultato ammesso al finanziamento dalla Sezione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive.
L’Ateneo IUL, pertanto, coerentemente con quanto proposto nel progetto, ha avviato un’indagine finalizzata a valutare il livello di conoscenza e consapevolezza di questo tema tra le persone disabili che praticano attività sportiva. L’indagine, patrocinata dal Comitato Italiano Paralimpico, è finalizzata a restituire un quadro complessivo sul tema indagando nel mondo dello sport agonistico e dilettantistico, ed ha l’obiettivo prioritario di effettuare una mappatura del territorio a livello nazionale individuando eventuali differenze con gli sportivi normodotati. La ricerca non punterà solo a indagare il tema del doping tradizionalmente inteso, ma anche ambiti correlati quali il rischio di assumere integratori inutili o in eccesso non prescritti, la pratica del boosting o altri metodi di doping poco noti. In base al risultato del questionario saranno proposti interventi di formazione finalizzati ad incrementare il grado di consapevolezza sul tema del doping con un focus specifico sulla disabilità; fornire conoscenza attraverso strumenti digitali innovativi, con l’obiettivo di fare cultura sulle tematiche. Per poter raggiungere un campione rappresentativo avremmo necessità del contributo di tutti. I dati raccolti tra gli atleti agonisti e sportivi amatoriali disabili – raccolti e analizzati in anonimato – daranno vita ad un report di ricerca.

Se vuoi contribuire ti chiediamo gentilmente di cliccare sul seguente link:  https://forms.gle/inUZ8xPk7D9KsYBQ7