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Un'applicazione didattica di Scratch

IMMACOLATA NAPPI
26-Lug-2015

Di seguito a quanto pubblicato da Elena nel suo blog, vi propongo un video:

  

A spiegazione di quanto proposto, vi rimando a:

 Eccovi il filmato, con gli script, sul sito di Scratch:

 Amici per la guaina.

 

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ELENA GALLUCCI, inviato il 03-AGO-15 alle 20:14:53

Molto interessante!

Grazie per la condivisione!

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Un'applicazione didattica di Scratch del 26-Lug-2015?
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Dal Costruttivismo al Costruzionismo: l’interazione con oggetti fisici

IMMACOLATA NAPPI
27-Giu-2015

Terzo esercizio HTML

Dal Costruttivismo al Costruzionismo: l’interazione con oggetti fisici
Di Immacolata Nappi

 

La Robotica1, nata da un atto creativo, è oggi uno “strumento mediatore” per eccellenza. Un breve excursus sulle recenti teorie dell’apprendimento dimostra perché.

Sin dai primordi del pensiero umano, l’idea di “robot” era già esistente: dalle creature immaginifiche agli albori del pensiero classico, alle varie figure golemiche presenti anche nella cultura fantascientifica; dapprima immaginato, pensato, il robot è poi stato costruito tecnicamente. La Robotica, quindi, originariamente, è sempre stata “creativa”; il minimo comun denominatore di ogni artefatto tecnologicoè l’”atto creativo”, che origina gli “artefatti cognitivi”. L’immaginazione, come ben ci fa notare Vigotskij, parte dal reale,
ma ne ricombina gli elementi provenienti dall’esperienza, fino a farli diventare “nuovi oggetti reali”, frutto di ricombinazioni mentali, che divengono strumenti tecnici, macchine utensili, ecc., utili all’uomo per trasformare la realtà esterna. “Formati dall’immaginazione creatrice dell’uomo, essi non corrispondono ad alcun modello esistente in natura, ma denunciano nel modo più convincente un legame effettivo, pratico con la realtà, giacché, una volta che hanno preso corpo, sono divenuti altrettanto reali quanto tutti gli altri oggetti, e dimostrano la loro capacità di agire sul mondo della realtà che li circonda.” L’artefatto cognitivo, quale “strumento mediatore”, è possibile soltanto a partire da un’immaginazione creativa. Il primo a rendersi conto dell’importanza dell’interazione tra soggetto e strumento fisico è stato Piaget, che ha visto nell’intelligenza il frutto di un’interazione continua tra individuo e ambiente, ai fini di trarne una risposta adattiva; inoltre, si è reso conto che il soggetto conoscente apprende attraverso l’azione, fisica o mentale che sia.
La conoscenza, quindi, da Piaget in poi, si delinea come un complesso percorso di “costruzione” (Costruttivismo), che avviene attraverso la manipolazione di oggetti e l’interazione con strumenti, siano essi fisici o mentali - dirà Papert - atti ad ampliare le facoltà umane (strumenti prostetici). Anche Vigotskij2 ha attribuito valore all’apprendimento inteso come “costruzione” ma, a differenza di Piaget, ne ha esaltato anche la valenza sociale (Costruttivismo sociale e socio-culturale): il “cooperative learning” e l’importanza delle zone prossimali di apprendimento. Mentre il concetto di “apprendimento cooperativo” ha radici settecentesche, il concetto di “zona di sviluppo prossimale” è originariamente vigotskiana e non fa altro che rafforzare l’importanza dell’apprendimento come processo eminentemente sociale. Secondo l’autore russo, quindi, le relazioni tra soggetti e ambiente non sono dirette, ma mediate socialmente e culturalmente dagli artefatti. L’importanza del “fare” per apprendere, comunque, ha radici lontane: basti pensare al “verum ipsum factum” di Vico e al “learning by doing” di Dewey: il Costruttivismo può dunque considerarsi un “déjà vù”. Nel pensiero di Papert confluiscono le istanze teoriche di Piaget e di Vigotskij, ma con una svolta decisiva: non solo il bambino apprende interagendo col mondo che lo circonda, ma anche il mondo esterno è modificato dagli artefatti cognitivi, utili allo sviluppo di specifici apprendimenti (Costruzionismo). Dalla tartaruga programmabile con in linguaggio LOGO, nelle sue varie accezioni, ai microrobottini programmabili della LEGO, Papert ha cercato di creare degli strumenti che potessero aiutare a riflettere su fenomeni difficili da osservare nel mondo reale, simulabili artificialmente, oggetti tangibili e dinamici, artefatti computazionali, basati sul principio della “Situated Cognition” , partendo dal presupposto che la conoscenza è “embodied” nelle attività che il soggetto compie nel mondo. L’apprendimento, nella logica cognitivista (costruttivista e costruzionista), con l’avvento della tecnologia, vede il computer come ambiente di apprendimento in cui i soggetti divengono costruttori del loro sapere. Interagire con “tangible interfaces” consente un più attivo impegno fisico con l’ambiente e la possibiltà di migliorare le abilità manuali connesse all’interazione, contribuendo a:
•stimolare differenti strategie di pensiero, rispetto alle tipiche rappresentazioni digitali;
•potenziare l’attenzione, con un coinvolgimento attivo del soggetto nel processo di apprendimento;
•rendere fruibili, attraverso la simulazione, delle situazioni difficilmente riproducibili in ambienti reali, che richiedono un tipo di apprendimento dinamico e flessibile, atto a padroneggiare i principi base dei sistemi complessi: il concetto di sistema, di feedback e di emergenza.
Inutile dire che un tale tipo di apprendimento non favorisce soltanto lo sviluppo di competenze a livello cognitivo, ma anche a livello metacognitivo, sviluppando il pensiero critico, la capacità di “problem finding”, “posing”, “solving” e l’autoapprendimento: presupposti, questi, per un processo educativo di “lifelong learning”.

Bibliografia: AA.VV, Apprendere con le mani, Milano, Franco Angeli, 2006. Bruner J., Verso una teoria dell’istruzione, Roma, Armando, 1995. Garbati M., Robotica Educativa, Boopen s.r.l., Pozzuoli(Na), 2009. Papert S., Mindstorms. Bambini, computers e creatività, Milano, Emme, 1984. Vigotskij L., Immaginazione e creatività nell’età infantile,Milano, Editori Riuniti, 2014. Vigotskij L.,Pensiero e inguaggio, Firenze, Giunti, 1966. Calvani A., Costruttivismo, progettazione didattica e tecnologie, in: http://www.roberto-crosio.net/sis/calvani_costruttivismo.pdf







1) La robotica è la disciplina dell'ingegneria che studia e sviluppa metodi che permettano a un robot di eseguire dei compiti specifici riproducendo il lavoro umano.
Anche se la robotica è una branca dell'ingegneria - più precisamente della meccatronica - in essa confluiscono approcci di molte discipline sia di natura umanistica,
come linguistica e psicologia, che scientifica: biologia, fisiologia, automazione, elettronica, fisica, informatica, matematica e meccanica. (Wikipedia)
2) Lev Semënovič Vygotskij in russo: Лев Семёнович Выго́тский? (Orša, 5 novembre 1896 – Mosca, 11 giugno 1934) è stato uno psicologo sovietico, padre della scuola storico-culturale. (Wikipedia)

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IMMACOLATA NAPPI, inviato il 21-SET-15 alle 18:49:59

Cara Martina, mi fa piacere che l'articolo ti sia piaciuto...

Papert sarà molto meglio...Un'ottima lettura! :-)

Immacolata

Martina Palazzolo, inviato il 01-SET-15 alle 15:17:54

Grazie dell'articolo che ho letto con piacere.

Ho letto anche io questa estate Mindstorm di Papert e mi piace molto l'idea di strumenti "to develop with" o, come scrive Papert "To think with".

Potenzialmente i nostri alunni hanno pane per i loro denti ...

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Robotica creativa: la meccanizzazione degli artefatti

IMMACOLATA NAPPI
14-Giu-2015

Robotica Creativa

La meccanizzazione degli artefatti

Nella Scuola in Ospedale Gaslini di Genova si mettono in funzione i robottini: 
un sapere scientifico vissuto e sperimentato in maniera ludico-scientifica quale risorsa 
per una didattica innovativa.

Come ulteriore contributo alla conoscenza della Robotica Creativa, quale compendio allo 
stato dell’arte, si vuole fare riferimento alla “messa in funzione” dei robottini creativi 
che, già da un paio d’anni, viene realizzata nella didattica “differenziata” della scuola 
in ospedale, quale risorsa per una didattica innovativa.
“Meccanico”, nella sua accezione aggettivale, richiama necessariamente il termine 
“macchina”; tra i termini sinonimi: “automatico”, “involontario”, “istintivo”,” ripetitivo”.
Tutto ciò riconduce all’automazione, facendo sì che i robottini creativi si avvicinino molto 
ai microrobottini programmabili propri della Robotica Educativa. 
I microrobottini, così come i robottini creativi, hanno a che fare col gioco e con l’idea 
costruttivista di micromondo.
Un micromondo è un qualche “dominio d’interesse” che riproduce quelli esistenti in natura, 
come quelli che si ritrovano nel mondo infantile, nel “giocattolo”. 
I micromondi artificiali vedono nelle nuove tecnologie uno strumento utile a riprodurre 
anche scolasticamente l’apprendimento naturale (Papert, 1984; Rieber, 1996).

Tale tipo di approccio costruzionista – come anche quello costruttivista, da cui deriva – 
non considera la realtà come qualcosa di oggettivo, indipendente da chi ne fa esperienza, 
ma vede il soggetto stesso come suo creatore e costruttore, trovandosi perfettamente in 
accordo con il presupposto vichiano, condiviso dal pensiero moderno, che vede la
conoscenza come una costruzione della mente che organizza l’esperienza: 
“Verum ipsum factum” (Vico, 1710).

Come già Vigotskij (1978) aveva rilevato, il fatto di utilizzare artefatti e oggetti 
trasforma le operazioni mentali e i processi cognitivi. 

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Robotica Creativa: la meccanizzazione degli artefatti (Esercizio 2 HTML)

IMMACOLATA NAPPI
17-Giu-2015

Secondo esercizio HTML

Robotica Creativa

La meccanizzazione degli artefatti


Nella Scuola in Ospedale G. Gaslini di Genova si mettono in funzione i robottini: 
un sapere scientifico vissuto e sperimentato in maniera ludico-scientifica quale risorsa per una didattica innovativa.

Come ulteriore contributo alla conoscenza della Robotica Creativa, quale compendio allo stato dell’arte, 
si vuole fare riferimento alla “messa in funzione” dei robottini creativi che, già da un paio d’anni, 
viene realizzata nella didattica “differenziata” della scuola in ospedale, quale risorsa per una didattica innovativa.
“Meccanico”, nella sua accezione aggettivale, richiama necessariamente il termine “macchina”; 
tra i termini sinonimi: “automatico”, “involontario”, “istintivo”,” ripetitivo”.
Tutto ciò riconduce all’automazione, facendo sì che i robottini creativi si avvicinino molto ai microrobottini 
programmabili propri della Robotica Educativa. 
I microrobottini, così come i robottini creativi, hanno a che fare col gioco e con l’idea costruttivista di micromondo.
Un micromondo è un qualche “dominio d’interesse” che riproduce quelli esistenti in natura, come quelli che si ritrovano nel mondo infantile, nel “giocattolo”. 
I micromondi artificiali vedono nelle nuove tecnologie uno strumento utile a riprodurre anche scolasticamente l’apprendimento naturale (Papert, 1984; Rieber, 1996).

Tale tipo di approccio costruzionista – come anche quello costruttivista, da cui deriva – non considera la realtà come qualcosa di oggettivo, 
indipendente da chi ne fa esperienza, ma vede il soggetto stesso come suo creatore e costruttore, trovandosi perfettamente in accordo con il presupposto vichiano, 
condiviso dal pensiero moderno, che vede la conoscenza come una costruzione della mente che organizza l’esperienza: “Verum ipsum factum” (Vico, 1710).

Come già Vigotskij (1978) aveva rilevato, il fatto di utilizzare artefatti e oggetti trasforma le operazioni mentali e i processi cognitivi. 

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Robotica Creativa: la meccanizzazione degli artefatti (Esercizio 2 HTML) del 17-Giu-2015?
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Robotica Creativa, Arduino ed S4A

IMMACOLATA NAPPI
07-Giu-2015

Ormai , oggi, tutti sanno che cosa siano la Robotica e la Robotica Educativa, ma meno conosciuta è la Robotica Creativa.

E' una disciplina che, a partire dall'a.s. 2008/2009, si è venuta strutturando nell'ambito della didattica della Scuola in Ospedale, istituzione presso la quale esplico il mio servizio in qualità di insegnante.

 

Inizialmente, gli obiettivi della disciplina risultavano più che altro legati ad un discorso di Riciclaggio e di Sviluppo consapevole, in una prospettiva ecosistemica; successivamente, si è verificato che tale approccio disciplinare era funzionale anche a promuovere l’ “inclusione scolastica”, in termini di Bisogni Educativi Speciali, riconosciuti al bambino ospedalizzato, date le valenze comunicative, metacomunicative e transferali proprie della neo disciplina.

La Robotica Creativa va dalla costruzione del robottino creativo eo ipso alla sua interazione con le NT, sempre e comunque privilegiando l’ “oggetto” (artefatto cognitivo) sotto la sua triplice accezione di:

-"object to develop with" (oggetto mediatore di conoscenza);

-"object as a mediator for comunication and relation" (oggetto come mediatore di comunicazione e di relazione);

-" transference object " (oggetto transferale).

Tale disciplina si è utilizzata, oltre che in un ambito riabilitativo specifico, come quello della disabilità visiva, anche per promuovere gli apprendimenti curricolari, principalmente legati agli ambiti logico-matematico e scientifico-tecnologico (da qui il suo connotarsi come metodologia di comunicazione e di divulgazione della scienza).

Privilegiare un approccio metodologico costruttivo-costruzionista ha permesso ai nostri bambini di apprendere giocando, anzi, “costruendo i propri giocattoli”, attuando un vero processo di edutainment, funzionale anche e soprattutto a rendere più appetibile e fruibile il “Sapere” in un ambito così fortemente istituzionalizzato, quale quello della Scuola in Ospedale, dove la didattica deve essere “accuratamente differenziata”.

La neo disciplina fornisce, dunque, una metodologia modulare, polivalente, eminentemente interdisciplinare, che si presta quale potente strumento di continuità orizzontale e verticale.

Di seguito vi rimando ad un esempio di interazione tra Robotica Creativa e NT:

https://www.youtube.com/watch?v=h6lhk8Q-iVk

   

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IMMACOLATA NAPPI, inviato il 27-GIU-15

Grazie ragazze! La robotica è una scienza ricca di spunti interdisciplinari; da un punto di vista educativo, permette di superare il divario cartesiano (mente-corpo) ricongiungendo sfera cognitiva e sfera emotiva.

Immacolata

AURORA ABATEMATTEI, inviato il 24-GIU-15

Mi appassiona tanto la robotica in ambito educativo, mi piacerebbe poter fare una formazione in merito :-)

ROBERTA SANGIORGIO, inviato il 13-GIU-15

Mi intriga moltissimo la robotica creativa che hai presentato:mi ricorda l'artigianato digitale che è uno dei miei prossimi obiettivi di attivtà coi bambini. grazie per le risorse

FRANCA BARTOLINI, inviato il 08-GIU-15

Se la metafora è il cosmo ..allora sul mio pc e nelle mie "competenze" molto immigrate e poco digitali non siamo anora al Big Ben. "meraviglia" è la parola che mi viene in mente, ed è quello che provo a vedere la "buona scuola" che trovo nel vostro lavoro. Son contenta di esplorare la "creatività" .

GABRIELLA LIVIO, inviato il 07-GIU-15

Che bello! Io sono lontana anni luce.......

Gabriella

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